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Psicoterapia Gestaltica e Pluralistica Integrata

Che Cos’è la Psicoterapia?

Il termine “psicoterapia” deriva dal greco psychē “anima” e theraphéia “cura”, dunque significa cura dell’anima.

Secondo la definizione data da Kovitz, (1998) la psicoterapia è “una collaborazione esperienziale che ha lo scopo di migliorare l’insight del cliente, non per l’insight in sé, ma per un’esistenza più effettiva che esso mette in grado di condurre: il cliente potenzia la sua abilità di distinguere delle possibilità maggiormente costruttive nel momento in cui inizia a diventare più onesto con se stesso”.

Gli scopi finali della psicoterapia sono essenzialmente due:

  • Affrontare e risolvere il problema lamentato dalla persona;
  • Aiutare il cliente a sviluppare attitudini ed abilità cognitive, emotive, comportamentali ed interpersonali che costituiscono le fondamenta per una vita soddisfacente e gratificante.

Perchè Scegliere una Terapia Gestaltica Pluralistico Integrata?

La Psicoterapia della Gestalt fonda le sue radici soprattutto nella Psicoanalisi, anche se il suo sviluppo e la sua originalità derivano prioritariamente dal processo di evoluzione di essa.

Oggi include molte metodologie ed approcci terapeutici legati tra loro. L’intervento terapeutico ha come obiettivo la restituzione alla persona del suo diritto di costruire la propria unicità, soddisfare i bisogni, valorizzare il corpo e le sue esperienze, esprimere emozioni, realizzarsi e svilupparsi secondo i propri desideri/bisogni, creando un proprio sistema di valori.

La considerazione dei bisogni non materiali e l’accento posto sulla “normalità” dei comportamenti e l’inutilità delle categorizzazioni nosografiche sono premesse che ben si inquadrano nella terapia della Gestalt, ponendosi come metodo attivo per lo sviluppo delle potenzialità “sane” degli individui. Anche i sintomi sono visti nella struttura complessiva della persona: si pone ascolto ad essi, per poi intensificarli per meglio comprenderne il messaggio e l’emergenza della Gestalt più urgente nel qui ed ora, quindi la relazione del soggetto e con l’ambiente. Ogni individuo, infatti, non può intendersi se non in relazione con l’ambiente di cui fa parte e in cui agisce attraverso un’attività di problem solving orientata all’intercettazione della forma pregnante per il soddisfacimento dei bisogni.

I disturbi psicologici sono considerati “rotture di Gestalt” ed interruzione nell’unità dell’essere: la prospettiva gestaltica è una visione olistica quindi non è più la semplice eliminazione o riparazione dei sintomi, ma lo sviluppo ed il mantenimento di una soddisfacente armonia, che diviene l’obiettivo principale della terapia. La normalità non è un adattamento sociale, ma una capacità di inventare nuove regole attraverso l’adattamento creativo tra la propria realtà vera e quella dell’ambiente.

L’ “oggetto” primario dell’osservazione psicologica e del lavoro terapeutico non è più il “Sé autoriflesso” della Psicoanalisi, ma il contatto, il luogo fisico o psicologico in cui il Sé e l’ambiente stabiliscono la loro relazione e la loro esperienza.

Il percorso esperienziale gestaltico si serve anche del sogno. Perls, uno dei padri fondatori della Gestalt, portò avanti la concezione junghiana del “sogno come proiezione”: tutte le diverse parti del sogno sono frammenti della nostra personalità, che vanno messi insieme per riappropriarsi delle parti proiettate e poterle integrare. Il sogno è quindi inteso come tentativo di espressione e non di mascheramento.

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