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nido famiglia

Einstein con il pannolino

I bambini sono piccoli scienziati, esploratori, sempre intenti a capire come funziona il mondo utilizzando tutti i sensi e le informazioni a loro disposizione.

Un primo approccio alle scienze può essere stimolato già al nido, tramite giochi in grado di aiutare i bambini a sviluppare nuove conoscenze partendo da fenomeni soprattutto di vita quotidiana ma non solo.

Le aule si trasformano quindi in laboratori di scienze, nei quali i bambini vengono indotti a sperimentare fenomeni come il galleggiamento, i passaggi di stato dell’acqua, la crescita di piantine, la trasformazione di acqua in brodo, lavorare con miscele, il tutto utilizzando materiali facilmente reperibili es. acqua, colori, sassi, ghiaccio ecc..

La sperimentazione prevede varie fasi:

  1. Preparazione: L’educatore deve innanzitutto indagare le conoscenze pregresse dei bambini rispetto a ciò che si andrà ad osservare e poi sperimentare, ovvero quelle conoscenze derivate dal vissuto, es. se si fanno esperimenti con la farina, il bambino richiamerà esperienze vissute con essa e saprà dire qualcosa a riguardo. Verrà in caso chiesta loro una prima ipotesi dei risultati a cui si potrebbe giungere con la sperimentazione. L’insegnante ha poi il compito di preparare l’attività facendo attenzione ad equilibrarne banalità e difficoltà, preparare i materiali necessari e dividere i bambini in piccoli gruppi che siano più omogenei possibile (facendo attenzione alle loro caratteristiche personali) in modo da proporre esperimenti di loro interesse e che li coinvolgano a pieno. Oltre a stabilire tempi, spazi, attività e relativi obiettivi da raggiungere è bene definire anche alcune regole ed organizzare l’esperimento in modo che una parte sia guidata dall’educatore stesso e un’altra sia lasciata alla libera sperimentazione dei bambini.
  2. Osservazione: L’educatore mostra i materiali, i recipienti, gli strumenti che verranno usati, lasciando il tempo ai bambini di osservarli.
    L’osservazione non va confusa con la passività, essa infatti favorisce l’apprendimento vicario, ovvero l’acquisizione di risposte comportamentali grazie anche all’imitazione dei comportamenti osservati, oltre che lo sviluppo dell’attenzione.  
    Nell’osservazione i bambini prestano attenzione a gesti, tono, parole, mani e occhi e ciò permette loro di capire come comportarsi nelle diverse situazioni.
  3. Sperimentazione: Base per ogni scoperta. Per i bambini è semplice apprendere e capire un concetto se possono memorizzare un’esperienza collegata ad esso.
    Es. dopo aver sperimentato che l’olio galleggia sull’acqua, non lo dimenticheranno.

    I bambini al nido devono essere liberi di sperimentare e di conoscere la realtà attraverso tutti i 5 sensi, devono essere liberi di sporcarsi e di coinvolgere quindi nel processo conoscitivo tutto il corpo.
    In questa fase di sperimentazione il silenzio emerge da solo, nella maggior parte dei casi, perché i bambini sono totalmente assorbiti dalle scoperte che stanno facendo.
  4. Deduzioni: Dopo aver fatto svariate prove, i bambini saranno in grado, grazie anche all’aiuto dell’educatore, di giungere a conclusioni, le quali permetteranno poi di fare previsioni e anticipazioni su future sperimentazioni grazie alle conoscenze così apprese.
  5. Momento di raccolta: Vengono raccolte ed esposte fotografie degli esperimenti e/o i composti ottenuti dalle sperimentazioni in modo da poterli osservare anche dopo un certo periodo e vederne eventualmente l’evoluzione es. piantine che crescono.

Liberamente tratto da:  Vila,  Cardo, Vega (2016) Giochi ed esperimenti al nido: attività di manipolazione ed esplorazione, Trento, Erickson;

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